I Dintorni
I Dintorni
Napoli, città magica, crocevia di tutte le culture. Suoni, colori, profumi che invadono l'aria e ti trascinano nel vortice della vita partenopea. Dall'antica Grecia al Barocco fino ai grattacieli del Centro Direzionale, Napoli, grazie a una moltitudine di monumenti e chiese, testimonia una lunga storia che ne fa un vero e proprio museo esteso, dove potrete ammirare e visitare siti di grande interesse culturale. Le case vacanze di Ale, di Andry e di Rosy in Napoli, sono il punto di partenza ideale per visitare Napoli e i suoi dintorni. Di seguito alcuni dei luoghi da non perdere.
Il Teatro di San Carlo, già Real Teatro di San Carlo, citato spesso come Teatro San Carlo, è un teatro lirico di Napoli, nonché uno dei più famosi e prestigiosi al mondo.
È il più antico teatro d'opera in Europa e del mondo ancora attivo, essendo stato fondato nel 1737, nonché uno dei più capienti teatri all'italiana della penisola.
Può ospitare più di duemila spettatori e conta un'ampia platea (22×28×23 m), cinque ordini di palchi disposti a ferro di cavallo più un ampio palco reale, un loggione ed un palcoscenico (34×33 m). Data le sue dimensioni, struttura e antichità è stato modello per i successivi teatri d'Europa.
Affacciato sull'omonima via e, lateralmente, su piazza Trieste e Trento, il teatro, in linea con le altre grandi opere architettoniche del periodo, quali le grandi regge borboniche, fu il simbolo di una Napoli che rimarcava il suo status di grande capitale europea.
Il Palazzo Reale di Napoli è una delle quattro residenze usate dalla casa reale dei Borbone di Napoli durante il Regno delle Due Sicilie;
le altre tre sono la reggia di Capodimonte sita a nord del centro storico, la reggia di Caserta e la reggia di Portici alle pendici del Vesuvio.
Di dimensioni notevoli, il palazzo si affaccia maestoso sull'area monumentale di piazza del Plebiscito ed è circondato da altri importanti e imponenti edifici quali il palazzo Salerno, la basilica di san Francesco di Paola e il palazzo della Prefettura.
Nel corso della sua storia, il palazzo divenne la residenza dei viceré spagnoli, poi di quelli austriaci e, in seguito, dei re di casa Borbone. Dopo l'Unità d'Italia fu nominata residenza napoletana dei sovrani di casa Savoia.
Progettata anche con l'intento di essere essa stessa un'opera monumentale, al pari delle altre circostanti (Maschio Angioino, Real Teatro San Carlo, Palazzo Reale, Basilica di San Francesco Di Paola) la galleria Umberto I,
sin dalla sua costruzione, divenne immediatamente un fondamentale polo commerciale della città di Napoli, grazie anche all'ubicazione che la vede circondata dalle strade dello struscio quali Via Toledo, Via Santa Brigida e la non lontana Via Medina. Anche per la sua vicinanza a importanti luoghi della cultura e della politica, la Galleria ben presto divenne anche centro mondano della città.
Questa ha ospitato per oltre 50 anni gli sciuscià, i lustrascarpe della città. Farsi lustrare le scarpe all'interno della galleria, era una usanza consentita agli uomini chic della città di Napoli. Oggi questo "rito" è scomparso, anche se è rimasto un ultimo sciuscià "veterano", che continua la tradizione all'ingresso della Galleria sul lato di Via Toledo.
La Galleria Umberto I vista dalla certosa di San Martino
All'interno della Galleria ci sono gli ingressi di quattro stabili, strutturati su tre piani, di cui i primi due sono utilizzati quasi unicamente per le attività commerciali presenti in Galleria (per lo più negozi di moda e abbigliamento, ristoranti e caffè), mentre l'ultimo piano resta destinato ad abitazioni private o alberghi. L'interno degli edifici ha recentemente subito un intervento di restauro che ha riportato all'aspetto originario le molte sculture decorative, gli imponenti busti e le caratteristiche decorazioni liberty.
Al secondo piano della facciata principale c'è il museo del corallo e ne occupa la gran parte, dai balconi del museo i rilievi di stucco della facciata del Teatro di San Carlo sono quasi “a portata di mano” e così pure le famose sculture marmoree di Carlo Nicoli che severamente sostengono le ampie finestre dei saloni principali.
Castel Nuovo, o anche Maschio Angioino, è uno storico castello medievale e rinascimentale, nonché uno dei simboli della città di Napoli.
Il castello domina la scenografica piazza Municipio ed è sede della Società napoletana di storia patria e del Comitato di Napoli dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, ospitato nei locali della SNSP.
Nel complesso è situato anche il museo civico, cui pertengono la cappella palatina e i percorsi museali del primo e secondo piano.
La Fondazione Valenzi vi ha la sua sede di rappresentanza, inaugurata il 15 novembre 2009 dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed altre autorità, nell'ambito della celebrazione dei cento anni dalla nascita di Maurizio Valenzi.
Il castel dell'Ovo (Castrum Ovi, in latino), è il castello più antico della città di Napoli[1] ed è uno degli elementi che spiccano maggiormente nel celebre panorama del golfo. Si trova tra i quartieri di San Ferdinando e Chiaia, di fronte alla zona di Mergellina. A causa di diversi eventi che hanno in parte distrutto l'originario aspetto normanno e grazie ai successivi lavori di ricostruzione avvenuti durante il periodo angioino ed aragonese, la linea architettonica del castello mutò drasticamente fino a giungere allo stato in cui si presenta oggi. Il suo nome deriva da un'antica leggenda secondo la quale il poeta latino Virgilio - che nel medioevo era considerato anche un mago - nascose nelle segrete dell'edificio un uovo che mantenesse in piedi l'intera fortezza. La sua rottura avrebbe provocato non solo il crollo del castello, ma anche una serie di rovinose catastrofi alla città di Napoli. Durante il XIV secolo, al tempo di Giovanna I, il castello subì ingenti danni a causa del crollo parziale dell'arco sul quale è poggiato e, per evitare che tra la popolazione si diffondesse il panico per le presunte future catastrofi che avrebbero colpito la città, la regina dovette giurare di aver sostituito l'uovo.
La Villa Floridiana ospita un museo dedicato alle arti decorative: il Museo nazionale della ceramica Duca di Martina. Il museo ospita accanto agli appartamenti privati della duchessa e delle dame, una ricca collezione di oggetti della seconda metà dell’Ottocento, collezionati, custoditi e donati a Napoli nel 1911 dal duca di Martina. Accanto alle sale private della duchessa, vi sono inoltre una sala da pranzo, una piccola cappella a pianta rettangolare, un atrio colonnato che collegava tramite una scala all’appartamento sovrastante, una sala da biliardo, una delle udienze e una grande galleria. Oggi poco resta dell’arredo e della decorazione primitiva, ispirata a soggetti classici: divinità mitologiche, ninfe e mostri marini, il tutto realizzato in stucco o dipinto su fondi colorati di verde chiaro e lilla. Il parco della villa Floridiana è una scenografica alternanza di tortuosi sentieri e ombrosi boschetti, con ampie zone occupate da praterie e aperte verso il golfo, in un’affascinante sintesi di elementi geometrici tipici del giardino all’italiana e di soluzioni prospettiche del giardino all’inglese. Nel retro della villa, è presente anche un piccolo laghetto con tartarughe.
L'altra faccia di Napoli. Ogni epoca, dalla fondazione della Neapolis alle bombe della seconda guerra mondiale, ha lasciato traccia sulle mura di tufo giallo,
pietra con cui la città è costruita.
A quaranta metri di profondità sotto le vocianti e caratteristiche vie del centro storico di Napoli, si trova un mondo a parte, per molto ancora inesplorato, isolato nella sua quiete millenaria eppure strettamente collegato con la città.
E' il grembo di Napoli, da cui essa stessa è nata. Visitarlo significa compiere un viaggio nel tempo lungo duemila e quattrocento anni.
Di Napoli tutti apprezzano le eccezionali bellezze, la cultura e l'arte, ma pochi conoscono la storia del sottosuolo.
L'opera dell' Associazione Napoli Sotterranea è tutta tesa al recupero del sottosuolo e della sua valorizzazione.
Gli scavi archeologici di Pompei hanno restituito i resti della città di Pompei antica, presso la collina di Civita, alle porte della moderna Pompei,
seppellita sotto una coltre di ceneri e lapilli durante l'eruzione del Vesuvio del 79, insieme ad Ercolano, Stabiae ed Oplonti.
I ritrovamenti a seguito degli scavi, iniziati per volere di Carlo III di Borbone, sono una delle migliori testimonianze della vita romana, nonché la città meglio conservata di quell'epoca; la maggior parte dei reperti recuperati (oltre a semplici suppellettili di uso quotidiano anche affreschi, mosaici e statue), è oggi conservata al museo archeologico nazionale di Napoli ed in piccola quantità nell'Antiquarium di Pompei, attualmente chiuso: proprio la notevole quantità di reperti è stata utile per far comprendere gli usi, i costumi, le abitudini alimentari e l'arte della vita di oltre due millenni fa.